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I randagi di Arzignano aiutano i randagi della Romania

Ci sono tanti, troppi angoli di mondo dove i cani sono uccisi nei modi più atroci. Noi ne abbiamo scelto uno per cercare di aiutare chi, giorno dopo giorno, sta portando avanti una battaglia che dovrebbe essere di tutte le persone che dicono di avere rispetto per gli animali. Facciamo poco, ma quel poco speriamo che serva per cambiare qualcosa, soprattutto nella mentalità di chi vive in Romania.

Sterminare. Era il 2001 quando l'ordine si diffuse a Bucarest: uccidere a tappeto i randagi. Da ordinanza del sindaco della capitale romena, il massacro divenne legge nazionale nel 2002. Con il nuovo piano di edificazione sparirono le case con giardino per far posto ai condomini. Risultato? Migliaia di cani abbandonati senza pensare alla sterilizzazione. Fu in mezzo a frotte di randagi che Sara Turretta affrontò la drammatica situazione fondando "Save the dogs" nel 2005. Oltre alla clinica veterinaria con annesso rifugio a Cernavoda, nacque una postazione mobile per la cura e le sterilizzazioni che oggi interviene anche a Medgidia ed a Calarasi. E da allora i massacri si sono susseguiti senza sosta, supportati da leggi e leggine.

L'INIZIO. A coinvolgerci sono state Morena e Chiara, che hanno avuto il coraggio di prendere l'aereo e sperimentare quello che veramente vivono gli animali rumeni. E quello che si sono trovate davanti è solo una piccolissima parte della realtà. Era l'estate del 2008 e le classiche vacanze d'agosto sono diventate un inferno, l'inferno di Bucarest. Prima Calarasi poi Cernavoda per cercare di capire il lavoro quotidiano nei due rifugi gestiti dall'associazione italiana "SAVE THE DOGS AND OTHER ANIMALS".

ROMANIA. Dentro le strutture centinaia di animali con i segni indelebili della vita di strada: cicatrici di lotta per la sopravvivenza, vecchie e mal rimarginate ferite di dermatiti ed ustioni. E poi i "ricordi" lasciati dall'uomo: segni di lacci stretti fino al limite del soffocamento, menomazioni da fucilate o cicatrici di tagli inflitti con coltelli e vanghe. Ovunque musi affamati, tristi, impauriti di randagi sulle strade, nei campi, negli angoli delle città trasformati in discariche a cielo aperto. Ma tra le immondizie almeno il "cibo" non manca. E si sono portate a casa quegli occhi che le trapassavano come spilli, chiedendo aiuto senza ottenere risposta. Una sensazione che ha raggiunto tutti noi.

SAVE THE DOGS. Ma la Romania ha anche il volto della milanese Sara Turretta, di cani, gatti e cavalli curati anche se in condizioni disperate, coccolati per far dimenticare le sofferenze passate, dati in adozione regalandogli un futuro.

ARRIVI. Ad oggi, aprile 2011, al rifugio del cane di Arzignano sono arrivati e hanno trovato famiglia: Betty, Andra,Ester,Nutty, Rascata, Bella, Gina, Negruzia,Lolita, Johanna, Bertrando, Rodica, Buzuka, Lucky, Sebastiana, Ricardo,Alessa, Rafaela. Il 19 aprile 2011 le ultime salvate ed ancora con noi: la timida Betty, la dolce Bonny, la piccola Gilda e la giovanissima Helga.

AIUTO. Ed è grazie a chi ha avuto la forza di prendere quell'aereo che noi volontari ci troviamo coinvolti in una sfida forse più grande delle nostre forze, ma che è diventata parte delle nostre speranze. Ed a quelli che ci chiedono se crediamo di cambiare il mondo, rispondiamo con una domanda: avete mai guardato negli occhi un quattro zampe che, fino al giorno prima doveva essere gassato o ucciso a bastonate? Riuscirete a leggere tutte le sfumature della vita e un'emozione che vi farà capire che per lui siete il mondo..

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