Una pianta ornamentale, divenuta piuttosto comune, nelle case e nei giardini degli italiani durante gli ultimi anni, si è trasformata in un killer spietato per i cani. L'allarme viene dal centro antiveleni del Niguarda Ca' Grande che riporta i dati di un lavoro scientifico, dandone comunicazione alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari. Va premesso che il centro antiveleni del Niguarda è molto caro anche ai veterinari, e non solo ai medici «umani», che da anni si rivolgono, in casi di sospetto o accertato avvelenamento, ai suoi professionisti ricevendone sempre risposte utili.
Io stesso ho telefonato numerose volte al centro trovando sempre colleghi di una disponibilità e cortesia elogiabili, anche se si trattava di animali e non di uomini avvelenati. Cortesia, disponibilità e grande professionalità dunque per cui mi sento di ringraziarli a nome di tutti i veterinari italiani.
Tornando alla nostra pianta ornamentale, si tratta di una palmetta, scientificamente denominata Cycas revoluta e nota più comunemente come Sago Palm. Solo nell' ultimo anno, ci informa il Vet-Journal che riprende la notizia, i cani avvelenati con certezza sono dieci, dei quali tre sono morti. Naturalmente, come sempre accade in questi frangenti, quella accertata è solo la punta dell'iceberg, in quando la maggior parte degli animali colpiti dall'intossicazione rimangono, per vari motivi, senza una diagnosi finale oppure con sospetti di malattie, le più fantasiose. Nel nostro paese le autopsie sono tutt'altro che ben viste, specialmente sugli animali, e la gente troppo spesso dimentica che la medicina è avanzata più grazie allo studio dei morti che dei vivi. Il sospetto dunque è che siano, a dir poco centinaia gli animali interessati da questo avvelenamento, da quando, nel 2007, il centro antiveleni si è messo a studiarlo approfonditamente. Finora pare siano interessati soltanto i cani, ma non si esclude che anche altri animali da compagnia possano avere subito danni. D'altronde la Sago Palm ha una potenzialità tossica di prim'ordine diffusa a tutti gli apparati della pianta.
Al pari di altre palme della famiglia Cycadaceae è potenzialmente mortale per gli animali d'affezione. Queste piante ornamentali, molto diffuse, contengono composti tossici (la B-metil-L-alanina, BMAA, il glicoside cicasina, e una terza tossina con elevato peso molecolare non ancora identificata) che possono causare vomito e diarrea, depressione del sistema nervoso centrale, convulsioni e insufficienza epatica. Ed è proprio di epatite acuta e altri danni gastroenterici che muoiono gli animali che la ingeriscono. La sostanza che pare responsabile della morte è il metilazossimetanolo (MAM), parte fondamentale del glicoside chiamato cicasina presente in elevata quantità nei semi della pianta.
Dopo poche ore dall'ingestione di parti della pianta si manifestano, nel cane, vomito, diarrea e sete intensa. Nei casi più gravi, in un paio di giorni, compare un danno acuto al fegato che porta alla morte. Architetti, vivaisti e gli stessi veterinari non sono al corrente delle potenzialità tossiche di questa pianta che va accuratamente evitata nelle case e nei giardini dove Fido si aggira ignaro del pericolo.
Oscar Graziali
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